domenica 21 settembre 2014

Stamattina mi sono svegliata e c'erano 3 gradi. Va bene che in Vermont fa un pochino piu' freddo rispetto al Massachusetts, ma siamo ancora a settembre! Dicono che la giornata si scaldera' un po'. Ma non troppo. Insomma, abbiamo gia' detto addio all'estate. 

Ieri sono andata al farmers market, il mercato dei contadini, che c'e' tutti i sabati. I vermonters vanno orgogliosi delle loro verdure e al mercato le mettono in mostra ripulite e lucidate, su uno strato di ghiaccio per tenerle fresche, in acqua o ancora interrate, come piante d'appartamento. 

Spesso c'e' musica dal vivo e assaggi. E' un momento per la comunita' contadina (che rappresenta gran parte della popolazione del Vermont) per stare insieme. Il cibo, a differenza di altri stati, e' organic (biologico) e c'e' una grande propensione a scegliere qualita' e salute, invece della solita tendenza americana del fast food.

Al farmers market si trovano anche tutte le varieta' rurali di frutta e verdura, semi e farine, considerate antiche, che i nostri nonni mangiavano all'ordine del giorno ma che sono venuti a mancare con l'introduzione dell'agricoltura industriale. 





giovedì 11 settembre 2014

Food for thought

Che bella ri-accoglienza! :)

Questa settimana sono stata super presa. Ma mi riservo sempre il tempo per cucinare. Ultimamente non vado spesso fuori a mangiare, ma mi piace mangiare bene, e sano. L'altro giorno, invece, avevo voglia di burgers e patatine fritte. Allora ho messo assieme questa ricetta con quello che avevo in casa. Totalmente vegana e gluten free (pane a parte).


Burger dell'immigrata.


© Davida Carta 2014

Ingredienti
2 cups fagioli neri
3 carote
4 patate
1 cespo di kale (tipo cavolo nero)
cumino qb
curry qb
sale qb
pepe qb
olio extra vergine qb
1 cup di semi di chia
aglio
pane

Procedimento

Burgers
Bollite carote e fagioli (in pentole separate). I fagioli vanno schiacciati con la forchetta quindi devono essere molto morbidi. Tagliate le carote a cubetti.

In una ciotola grande mischiate i fagioli, schiacciandoli, le carote e i semi di chia per fare da legante. Io ho fatto in modo che alcuni fagioli rimanessero interi per dare consistenza.
Aggiungete cumino e curry a piacimento, sale, pepe e un cucchiaio di olio.. 

Formate dei burgers della grandezza che preferite. Con queste dosi me ne sono venuti 4 grandi. 

Infornate per 20/25 minuti a seconda della grandezza dei burgers.

Verdure
Tagliate le patate a vostro piacimento (a me piacciono tagliate grossolane e con la buccia) e mettetele in una teglia. Condite con olio, sale e salvia (ci avrei aggiunto pure il rosmarino, ma non ce l'avevo!)

Il kale va lavato e preparato in padella, a mo' di friarielli. Preparate il soffritto di aglio con l'olio, aggiungete il kale quando l'olio è caldo e soffriggete fino a quando le foglie sono morbide ma ancora croccanti. 

Componete il vostro burger col pane che preferite. Io ho trovato questi deliziosi "pretzel buns", ma potete usare bagels, pane con sesamo, o le rosette, se siete in Italia! 

Buon appetito! 








sabato 6 settembre 2014

Che strano scrivere di nuovo su queste pagine.
Con alcuni di voi mi sono tenuta in contatto durante questo ultimo anno e mi sono stati vicini. Ho smesso di scrivere e seguire i blog e mi sono persa alcuni pezzi, ma mi ha fatto molto piacere ritrovare chi ha continuato a scrivere. Ho un sacco da recuperare!
Io...ho avuto un anno di grossi cambiamenti. Mi sono spostata in Vermont. Insegno ancora ma mi sono dedicata completamente alla fotografia. Ho cominciato alcune collaborazioni, alcuni progetti e qualche mostra. 

Ancora non sono sicura di come voler usare questo spazio, ma voglio condividere con voi questa foto che ho scattato a Plum Island, in Massachusetts un paio di settimane fa.

© Davida Carta 2014Great Marsh, (paludi) Plum Island.

Plum Island è un'isola al nord di Cape Anne, sulla costa del Massachusetts. Si chiama così  per via dei cespugli di prugne selvatiche che crescono sulle dune di sabbia. Newbury e Newburyport (1635) sono le due cittadine marittime che offrono storia, cultura e buoni ristoranti. 


Il Capitano John Smith nel 1616 mappa e da' il nome al New England e a Cape Anne. Si puo' vedere un'isola a nord di Cape Ann, che sara' poi chiamata Plum Island.
Se avete occasione di andarci, esplorate anche la cittadina di Amesbury per la storia dei coloni, degli edifici industriali e delle fabbriche tessili del 1800. 

In questa zona c'è anche una delle prime vigne del New England, Jewell Towne Vineyard, a South Hampton, New Hampshire. Producono un Marechal Fochabbastanza buono, che ricorda un San Giovese giovane, ma un po' più fruttato.

Oddio. Sono diventata una guida turistica. O__o

martedì 26 marzo 2013

Owl!

Ho appena visto un gufo, un GUFO vero, su un albero in giardino!!! 
Non era molto grande, forse ancora un piccolo e bellissimo! Non aveva paura e sembrava incuriosito.
Ho fatto in tempo a scattare qualche foto (bruttine e croppate!!!) prima che volasse via. Eccolo qui!!! Non e' cutissimo???



martedì 19 marzo 2013

The Versatile Blogger - aggiornamenti

  
Aggiornamenti dal...New England di nuovo innevato!!! Vi scrivo un post tra una spalata e un'altra! 
Domenica scorsa con alcuni colleghi abbiamo organizzato un pranzo di beneficenza per un'amica il cui marito sta combattendo col cancro. Siamo riusciti ad organizzare un evento con 140 persone, e raccolto piu' di 4000 dollari tra asta e biglietti della lotteria!
Questa cosa mi ha fatto un po' pensare. Gli americani sono un popolo strano: quando ti chiedono "how are you" non vogliono davvero sapere come stai, e' solo una domanda formale. Quando li inviti a casa tua hanno sempre uan scusa e tirano un sacco di pacchi. Ma quando si tratta di vero bisogno, come in questo caso, nessuno si e' tirato indietro, ognuno ha contribuito come poteva, cucinando qualcosa, donando un oggetto antico per l'asta o lasciando un assegno. 

Voglio anche ringrazio Alessandra, fotografa eccezionale e cuoca-da-leccarsi-i-baffi per il premio "The Versatile Blogger"! 




Ora devo trovare 7 cose di me da raccontarvi e poi aggiudicare il premio a 15 altri blog con meno di 200 followers. Vediamo...

1. Adoro stare a casa quando nevica, guardare la neve depositsarsi sugli alberi e magari accendere la stufa o il camino. 
2. Bella e' il nome (scelto non da me) del mio cane, labrador nerissima e un po' pazza che qualcuno ha abbandonato nel giardino di casa un paio di anni fa. Lei ha adottato noi. 
3. Il week end prossimo faro' il mio primo workshop fotografico sul nudo. 
4. Mi trovo negli Stati Uniti da quasi 3 anni ormai ma sto pensando di spostarmi di nuovo, magari in Canada, o nel nord Europa. 
5. Volare mi terrorizza a tal punto che per tornare a casa ho prenotato la nave. (poi pero' con un paio di pilloline ce l'ho fatta in aereo!!!) :)
6. Sono sempre alla ricerca di qualcosa da imparare e che mi faccia crescere e mi arricchisca.
7. Parlo inglese, francese, spagnolo e un po' di russo. Prossimamente l'islandese! 

E scelgo...mmmh, come faccio a scelgere? Facciamo cosi, mi prendo una licenza..."bloggistica": chiunque passi di qui e ritenga di essere "versatile" puo' prendere il bannerino e puo' scrivere il relativo post! Che ne dite? 
Io torno a spalare...!!! Stay warm! :)

martedì 26 febbraio 2013

Why Italians Vote for Berlusconi - The New York Times


Il mio dovere di cittadina italiana l'ho fatto, ho votato, stavolta per corrispondenza, ancora con la speranza che le cose sarebbero cambiate. Sono rimasta ancora una volta con l'amaro in bocca. Come spunto ri-pubblico questo articolo che ho letto sul New York Times.


Why Italians Vote for Berlusconi



Remo Casilli/Reuters
Following election results in Italy is like watching the same movie again and again always hoping for, but never getting, a different ending. Viewers leave asking the same question: Why do Italians continue to vote for Silvio Berlusconi?
Certainly, Italians do care about politics, as this week’s elections results can testify (the turnout was still close to 75 percent at a time of high political disaffection). Foreigners have a hard time understanding why a media mogul who led Italy to the brink of bankruptcy in 2011, who is accused of tax fraud, Mafia associations, exploiting underage prostitutes and misconduct in public office, still manages to compete head to head in national elections. But Italians are not surprised, for several reasons.
Forty minutes after the polls closed and the first exit polls showed a strong result for Berlusconi’s People of Freedom party, his family-controlled media company Mediaset gained 10 percent on the Milan stock exchange. Although it retreated in late afternoon, the performance was symbolic of the deep intertwining of Italian politics with Berlusconi’s economic and media interests.
Besides being one of the country’s richest men, Berlusconi’s media holdings have given him leverage in all aspects of Italian economic life. Freedom House has ranked Italy as the only West European country with a “partly free” press.
To explain Berlusconi’s political popularity only by his influence in the media, however, would be simplistic. The second reason is that a number of people directly benefit from his victory. Since 1994, Berlusconi has nurtured a broad constituency among businessmen and private individuals who benefit from lax government regulations.
Historically, moreover, Italian voters have always been attracted by the uomo forte, the strong man, a charismatic leader who is capable of singlehandedly solving the country’s problems.
This happened with Mussolini in the 1920s, but the popularity of other figures such as the late Socialist Prime Minister Bettino Craxi, the late Communist leader Enrico Berlinguer and more recently the comedian-turned-politician Beppe Grillo can to a certain extent be explained by Italy’s fascination with the charismatic figure who makes promises of progress and prosperity. Italians find these strong men attractive even when they cut corners in the democratic process.
With his ever-young look, elegant attire and almost shameless show of wealth, Berlusconi effortlessly fits the image of the uomo forte.
Last, but not least, Italians are a nation that cheers for a political party as blindly and intensively as it cheers for a favorite football team. Berlusconi does, in fact, own a football team, but this habit is rooted in the long Cold War confrontation between two political parties, the Christian Democrats and the Communists. Berlusconi in effect inherited the votes of the Christian Democratic party after it collapsed under corruption scandals.
There are no doubt other reasons for Berlusconi’s success in the general election, including the lack of a charismatic leader on the center-left. But Berlusconi’s resilience on the Italian political scene over the past 20 years runs far deeper. The factors that compel Italians to vote for Berlusconi are the same factors that are driving Italy out of touch from reality and toward social, cultural and economic decline.
Meanwhile, Europe and the rest of the world wait in a state of perplexity for the movie theater to go out of business.
Francesco Giumelli is assistant professor of international relations and European studies at Metropolitan University Prague. Davide Maneschi is a Ph.D. fellow in the department of development and planning at Aalborg University in Denmark.

Wikio

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