domenica 23 novembre 2014

La maledizione dell'emigrante

Eccomi di nuovo online, sono al caffe' sotto casa, Mocha Joe's, dove fanno pure un buon cappuccino!

Sono stata assente per un po' perche' abbiamo fatto il trasloco a scuola. Ancora non ci credo che negli scorsi fine settimana abbiamo spostato un'intera scuola!!! Ma era proprio necessario, avevamo bisogno di un posto piu' grande e delle classi come si deve.
Ci vorra' un po' di tempo perche' i ragazzini si abituino ma e' stata la decisione giusta. 


Comunque...volevo confrontarmi con voi su una cosa che mi e' capitata tre settimane fa. Sono stata contattata per fare da traduttrice ad un gruppo di agenti del turismo italiani, venuti qui per lavoro. 
Ero entuasiasta di passare del tempo con degli italiani, parlare la mia lingua e pensare in italiano. Abbiamo passato assieme una giornata allegra, tra il festival del sidro, assaggi di mele e dimostrazioni di cucina. 

Alla fine della giornata mi sono resa conto di una cosa che non mi sarei mai aspettata: non mi identifico piu' con gli italiani. (questi poi, non li sopportavo proprio, con i loro commenti, tipo "guarda quella, che scarpe da contadina!")

So che molti di voi sono contenti di vivere all'estero, in particolare lontano dall'Italia, ma per me, fin dall'inizio, e' stato un po' un passaggio travagliato. Il primo anno e mezzo non sognavo altro che tornare a casa. E non e' che ora non abbia voglia di tornare in Italia e vedere i miei amici e la mia famiglia...ma mi sono resa conto di essere cambiata molto, e non sono sicura di potermi adeguare a cio' che prima era la mia normalita'. 

D'altra aprte, pero', non mi identifico completamente nemmeno con gli americani. E di certo non capisco o accetto cose come il debito che gli studenti devono accollarsi per studiare o i costi assurdi della sanita', per esempio.

Sara' la maledizione dell'emigrante? 

venerdì 10 ottobre 2014

La mia settimana

Sono stata a Cape Cod per il fine settimana, con la famiglia di uno studente della scuola ed un mio collega. Ci hanno invitato perche', durante un periodo particolarmente brutto di continue aggressioni, il mio collega ed io abbiamo passato una settimana a casa loro, con il figlio, dopo scuola e durante la notte, per dare un po' di tregua alla madre e agli altri due figli. Una settimana davvero intensa, che si e' conclusa con una brutta crisi, la chiamata alla polizia e la triste, ma inevitabile decisione di trovare una scuola residenziale per il figlio. 

Per ricambiare la disponibilita', ci hanno invitato alla loro casa al mare, ad Harwich Beach. 

La costa Est, specialmente la zona di Cape Cod, e' unica: dune di sabbia, erba e cespugli bassi che crescono sulla spiaggia, clima ventoso e umido, foschia e i classici fari del New England. E' un paesaggio molto suggestivo, cosi diverso dalle spiagge italiane.

Anche la fauna e' diversa, in una giornata nebbiosa, e un po' piovosa, abbiamo visto le foche nuotare proprio vicino a riva, dove stavamo camminando. Sono curiose, si sono avvicinate, ci hanno seguito per un tratto, ma non sono venute sulla spiaggia.



Un altro animale che popola la costa e' l'horseshoe crab (Limulidae) una specie di grosso granchio risalente al periodo Ordoviciano. A me ha fa un po' impressione, ma e' totalmente innocuo. Non ha praticamente predatori e vive sul fondo dell'oceano, finisce a riva quando risale la marea.


Oggi sono a casa da lavoro, fino a lunedi, cosi mi sono appropirata della mia solita postazione internet in biblioteca e posso tornare a scrivere sul blog. Non mi dispaice il fatto di non avere internet a casa, mi "costringe" ad andare in un caffe' o in biblioteca, e a casa ho anche il tempo di fare altre cose. 

Domenica c'e' il matrimonio di due amici, a Shelburne Falls, il paesino famoso per il film "Labor Day" e per il "Bridge of Flowers". Non mi e' ancora capitato di parteciapre ad un matrimonio come invitata (a parte il mio...facevo parte del catering all'altro matrimonio a cui sono andata!!!). E voi? Esperienze di matrimoni all'estero?

sabato 27 settembre 2014

Tra italiani ci si intende




Ve l'ho detto che ho incontrato due signore italiane in libreria?

Eh si. Ero in questa piccola libreria a Brattleboro e ho sentito parlare italiano. Ovviamente mi si sono rizzate le orecchie, visto che e' veramente improbabile trovare un mio simile in un paesino del Vermont, ma tant'e'...mi giro e vedo due donne, che discutevano con un libro aperto in mano. 



Una molto anziana, l'altra sulla cinquantina. Mi sono avvicinata e con la mia solita sfacciataggine mi sono presentata e ho chiesto se erano italiane. Alla signora anziana si sono illuminati gli occhi, mi ha sorriso e si e' presentata in italiano. "Piacere, Ines, e questa e' mia figlia Laura". Abbiamo cominciato a parlare e mi hanno invitato a cena.

Ines ha una storia interessante, come lo sono spesso le storie degli emigranti. Originaria di Piacenza, sposata con un napoletano conosciuto a New York, vive ora nel Rhode Island. La madre di Ines e' emigrata negli Stati Uniti con la famiglia, quando era ancora una bambina e ha fatto le scuole qui. Il suo americano era perfetto, dice Ines, senza accento. Hanno preso la cittadinanza, ma sono poi tornati in Italia perche' non riuscivano ad abituarsi,. Quando Ines e' nata, hanno deciso di trasferirsi di nuovo negli Stati Uniti, per via della guerra.

A New York Ines ha conosciuto Salvatore, "un gran bel ragazzo...ma un cafone, cosi mi dicevano tutti, era napoletano! Ma a me non importava. Con me era gentile".
Comunque sia, alla fine si sono sposati, col bnestare dei fratelli e un po' meno dalla madre, e hanno deciso di restare negli Stati Uniti. "Ma l'Italia, quella non la scordi mai".


domenica 21 settembre 2014

Stamattina mi sono svegliata e c'erano 3 gradi. Va bene che in Vermont fa un pochino piu' freddo rispetto al Massachusetts, ma siamo ancora a settembre! Dicono che la giornata si scaldera' un po'. Ma non troppo. Insomma, abbiamo gia' detto addio all'estate. 

Ieri sono andata al farmers market, il mercato dei contadini, che c'e' tutti i sabati. I vermonters vanno orgogliosi delle loro verdure e al mercato le mettono in mostra ripulite e lucidate, su uno strato di ghiaccio per tenerle fresche, in acqua o ancora interrate, come piante d'appartamento. 

Spesso c'e' musica dal vivo e assaggi. E' un momento per la comunita' contadina (che rappresenta gran parte della popolazione del Vermont) per stare insieme. Il cibo, a differenza di altri stati, e' organic (biologico) e c'e' una grande propensione a scegliere qualita' e salute, invece della solita tendenza americana del fast food.

Al farmers market si trovano anche tutte le varieta' rurali di frutta e verdura, semi e farine, considerate antiche, che i nostri nonni mangiavano all'ordine del giorno ma che sono venuti a mancare con l'introduzione dell'agricoltura industriale. 





giovedì 11 settembre 2014

Food for thought

Che bella ri-accoglienza! :)

Questa settimana sono stata super presa. Ma mi riservo sempre il tempo per cucinare. Ultimamente non vado spesso fuori a mangiare, ma mi piace mangiare bene, e sano. L'altro giorno, invece, avevo voglia di burgers e patatine fritte. Allora ho messo assieme questa ricetta con quello che avevo in casa. Totalmente vegana e gluten free (pane a parte).


Burger dell'immigrata.


© Davida Carta 2014

Ingredienti
2 cups fagioli neri
3 carote
4 patate
1 cespo di kale (tipo cavolo nero)
cumino qb
curry qb
sale qb
pepe qb
olio extra vergine qb
1 cup di semi di chia
aglio
pane

Procedimento

Burgers
Bollite carote e fagioli (in pentole separate). I fagioli vanno schiacciati con la forchetta quindi devono essere molto morbidi. Tagliate le carote a cubetti.

In una ciotola grande mischiate i fagioli, schiacciandoli, le carote e i semi di chia per fare da legante. Io ho fatto in modo che alcuni fagioli rimanessero interi per dare consistenza.
Aggiungete cumino e curry a piacimento, sale, pepe e un cucchiaio di olio.. 

Formate dei burgers della grandezza che preferite. Con queste dosi me ne sono venuti 4 grandi. 

Infornate per 20/25 minuti a seconda della grandezza dei burgers.

Verdure
Tagliate le patate a vostro piacimento (a me piacciono tagliate grossolane e con la buccia) e mettetele in una teglia. Condite con olio, sale e salvia (ci avrei aggiunto pure il rosmarino, ma non ce l'avevo!)

Il kale va lavato e preparato in padella, a mo' di friarielli. Preparate il soffritto di aglio con l'olio, aggiungete il kale quando l'olio è caldo e soffriggete fino a quando le foglie sono morbide ma ancora croccanti. 

Componete il vostro burger col pane che preferite. Io ho trovato questi deliziosi "pretzel buns", ma potete usare bagels, pane con sesamo, o le rosette, se siete in Italia! 

Buon appetito! 








sabato 6 settembre 2014

Che strano scrivere di nuovo su queste pagine.
Con alcuni di voi mi sono tenuta in contatto durante questo ultimo anno e mi sono stati vicini. Ho smesso di scrivere e seguire i blog e mi sono persa alcuni pezzi, ma mi ha fatto molto piacere ritrovare chi ha continuato a scrivere. Ho un sacco da recuperare!
Io...ho avuto un anno di grossi cambiamenti. Mi sono spostata in Vermont. Insegno ancora ma mi sono dedicata completamente alla fotografia. Ho cominciato alcune collaborazioni, alcuni progetti e qualche mostra. 

Ancora non sono sicura di come voler usare questo spazio, ma voglio condividere con voi questa foto che ho scattato a Plum Island, in Massachusetts un paio di settimane fa.

© Davida Carta 2014Great Marsh, (paludi) Plum Island.

Plum Island è un'isola al nord di Cape Anne, sulla costa del Massachusetts. Si chiama così  per via dei cespugli di prugne selvatiche che crescono sulle dune di sabbia. Newbury e Newburyport (1635) sono le due cittadine marittime che offrono storia, cultura e buoni ristoranti. 


Il Capitano John Smith nel 1616 mappa e da' il nome al New England e a Cape Anne. Si puo' vedere un'isola a nord di Cape Ann, che sara' poi chiamata Plum Island.
Se avete occasione di andarci, esplorate anche la cittadina di Amesbury per la storia dei coloni, degli edifici industriali e delle fabbriche tessili del 1800. 

In questa zona c'è anche una delle prime vigne del New England, Jewell Towne Vineyard, a South Hampton, New Hampshire. Producono un Marechal Fochabbastanza buono, che ricorda un San Giovese giovane, ma un po' più fruttato.

Oddio. Sono diventata una guida turistica. O__o

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